con il patrocinio de
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterToday59
mod_vvisit_counterYesterday34
mod_vvisit_counterThis week158
mod_vvisit_counterLast week192
mod_vvisit_counterThis month565
mod_vvisit_counterLast month912
mod_vvisit_counterAll days559127

We have: 22 guests online
Your IP: 54.158.238.108
 , 
Today: Ott 18, 2017


Designed by:

PDF Stampa E-mail

STORIA DI POZZOVETERE

 

Pozzovetere si fà risalire alla stessa epoca di Casertavecchia. Infatti, una Bolla del Metropolita di Capua, Senne o Sennete, datata 1113, nell'elenco delle chiese comprese nel perimetro di Casertavecchia annovera quella di S. Giovanni Battista in Pozzovetere, tuttora esistente con lo stesso titolo.

La notizia è suffragata da un altro autorevole documento nel quale si legge che i re normanni ed i conti casertani donarono alla Curia vescovile di Caserta (vecchia) i fondi di Puccianiello e di Pozzovetere.

La borgata è citata ancora dagli storici nella battaglia combattuta l'1 e il 2 ottobre 1869 tra garibaldini e borbonici, sul terreno compreso appunto tra Sommana e Pozzovetere. La vittoria arrise ai soldati regolari di Francesco II, i quali issarono la bandiera col "giglio" sulla Torre di Casertavecchia.

La tradizione orale vuole che il nome del piccolo centro abitato derivi proprio da un pozzo vecchio (latinizzato in Pozzovetere).

Quale sia questo pozzo è difficile dirlo; ve ne sono, infatti, diversi di remota costruzione: uno sulla via Pozzo; un altro nel cortile della Casa Canonica (adibito a pozzo nero in epoca recentissima!); un terzo è tuttora esistente nel giardino della famiglia Veccia, in prossimità della via Pisacane e si vuole che in tempo remoto fosse pubblico.

Memoria del pozzo antico si ha nella tradizione locale che ricorda il passaggio di San'Alfonso, vescovo di S. Agata de' Goti, diretto a Capua, sede del vescovo Metropolita, attraverso la strada dei Giardoni - Pozzovetere - Casertavecchia.

Il Santo avrebbe fatto sosta presso l'antico pozzo per ristorarsi e far rifocillare il suo cavallo. Frattanto, il popolo ed in particolare i bambini, accorrevano in massa per ricevere la benedizione e per baciargli il "sacro anello".